La Fondazione Rachelina Ambrosini, insieme a Medici con l'Africa Cuamm e affiancati dall’Arcidiocesi di Salerno Campagna Acerno, ha realizzato una Casa d’Attesa nelle vicinanze del Centro di Salute di Abobo, al confine tra il Sud Sudan e l’Etiopia sud occidentale...
Presso la sede della Fondazione Ambrosini, un asilo della solidarietà, non solo dedicato a necessità alimentari e igienico sanitario, ma anche a supporto scolastico per chi ne avesse bisogno, con materiale da mettere a disposizione per gli studenti, e la collaborazione gratuita di docenti e volontari, che attraverso un collegamento a distanza, possano sostenere alunni in difficoltà. Noi crediamo che questa iniziativa possa rappresentare un valido strumento, al servizio dei centri di ascolto delle stesse scuole, associazioni e parrocchie, di lotta al disagio sociale.
La newsletter di questo mese è dedicata alla Venerabile Serva di Dio Rachelina Ambrosini. Abbiamo voluto intitolarla “Invisibili”, come quei tanti che ogni giorno incontriamo e scopriamo che vivono nella sofferenza, nelle privazioni, nell’indifferenza, un po’ come è conosciuta Rachelina, una luce in fondo al tunnel per quantisi rivolgono a lei, nella preghiera e nella disperazione. Anche lei, Rachelina, è invisibile a tanti; e pure è presente nella Grazia che accompagna e si manifesta nelle opere che ci chiede il Signore da realizzare. Siamo certi di farla felice per quanto si fa nel suo nome, è sicuramente l’aureola più bella che le si possa regalare nel giorno che ricorda la nascita, a lei che a pieno titolo possiamo far conoscere come: “La Santa degli Invisibili”.
Alcuni anni fa, alla vigilia della Settimana Santa, mentre ero su di un’isola nell’Oceano Pacifico, dimenticata dagli uomini ma non dal Signore, fui accolto con grande gioia da un giovane sacerdote del posto, che mi fece accomodare nella sua piccola chiesa. Tanti bambini accanto a lui curiosi di conoscere l’ospite arrivato chissà da dove. Inglese, latino, tagallo, italiano, una babele di lingue in un cuor solo. “Dorma qui, mangiamo insieme, prendiamo un caffè”. Tanta generosa ospitalità, bella, semplice, vera. Accomodatomi nella sua piccola sagrestia, il mio sguardo fu catturato dalla presenza centrale di tre palloni di basket e nessuna Croce. E lui, il sacerdote, leggendo nei miei pensieri disse: “con tutte le croci che ogni giorno incontro guardando la mia gente, il Signore mi ha dato l’opportunità ogni domenica pomeriggio di fare canestro insieme a Lui”.
Santa Pasqua
Tommaso maria Ferri
*Quel giovane sacerdote, mi è stato raccontato, è diventato vescovo e continua con il cuore a leggere nei pensieri della gente. Quando lasciò la piccola isola, tutti i pescatori insieme alle famiglie, anche dalle isole vicine, vollero in processione accompagnarlo al porto per la nuova destinazione. Con lui ho in sospeso una partita di pallacanestro.
Il Bambino che è in noi.
Togliamo la polvere in un angolo del nostro cuore, facciamo il presepe, arriva il Natale. In quel punto nascosto, è sempre accesa una luce, è la luce dell’amore Vero. Lì, in quella piccola grotta, un vagito ogni anno sentiamo, per un Bimbo che appena nato, già conosceva il tempo dell’ultimo respiro a noi destinato. Ah, ricordarsi la semplicità della nostra infanzia, la gioia del sorriso, quella merenda divisa, le braccia protese ad un abbraccio d’amore. E’ questo il vero Natale, l’unica festa per un Bambino che su tutta la terra è atteso ogni anno allo stesso modo, alla stessa ora, nella capanna di un paese africano e sull’isola di un oceano lontano. E Lui è lì che ci attende, per quel soffio sul Suo corpicino, ed essere almeno un giorno al centro del nostro cuore. E così, se prestiamo attenzione, possiamo ascoltare la Sua gioia di giocare felice con il bambino che è in noi, Buon Natale.
Tommaso Maria Ferri
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